
In Campania, quarta regione olivicola italiana per quantità di prodotto e sesta per superficie olivetata , l’introduzione della coltivazione dell’olivo è datata di millenni: l’opera di diffusione più cospicua è di questa pianta è attribuita ai fenici ed ai greci che la portarono in tutti i territori colonizzati e non solo per la produzione di olio a scopo alimentare ma anche per ricavarne unguenti e profumi o per essere bruciato in omaggio alle divinità.
È in Campania che l’olivo ha trovato il suo habitat ideale, caratterizzato da una piovosità annua limitata, da estati calde e asciutte, da inverni temperati, da luminosità intensa, da terreni spesso vulcanici, permeabili e ben areati.
L’ olivicoltura campana appare molto diversificata nelle varie zone di coltivazione. Numerosi sono gli ambienti, altrettanto numerosi sono gli oli prodotti ciascuno con la sua storia e la sua tipicità; e sempre più
numerosi sono i produttori impegnati a valorizzare, tramite le DOP e mediante il ricorso a tecniche innovative, finalizzate al miglioramento qualitativo delle produzioni, le straordinarie risorse, la storia e la tradizione. Le DOP campane sono 5, di cui tre “Penisola Sorrentina”, “Cilento”, e “Colline Salernitane”, riconosciute dalla CE e due “Colline Beneventane” e “Sannio Caudino Telesino” approvati dal MiPAF. Assaggia l’ olio dop e capirai la differenza

